Questi appunti sono tratti da “Megahits Movies”. C’è un tipo - americano. ovviamente... - che ha studiato SOLO I FILM CHE HANNO REALIZZATO GRANDI INCASSI.
Ha guardato il box office degli ultimi anni, ha selezionato una dozzina di film che hanno superato i 350 miliardi di incasso, e li ha studiati, smontati, analizzati.
Se trovo quello che hanno di comune, ha pensato, ho trovato la formula magica per costruire il successo. Non so se ci è riuscito. Però ha notato molti degli elementi che compongono un film corretto. Non sarà la pozione magica dello sceneggiatore, però è un buon inizio.
1. IL PERICOLO. Il pericolo è una sofferenza o una perdita anticipata. Accade quando un personaggio è minacciato da qualcosa di brutto. Il pubblico automaticamente focalizza la sua attenzione su di lui.
2. Oltre al pericolo, per la storia sono necessari gli OSTACOLI. Superare gli ostacoli da parte del protagonista genera gioia e felicità.
3. L’eroe deve realizzare il suo obiettivo, ma mai nella maniera prevista e attesa.
4. Organizzazione della trama. Il PRELUDIO introduce il protagonista, l’antagonista, l’obiettivo della storia. Genera empatia per il protagonista, antipatia per l’antagonista.
5. Primo atto. Il protagonista si confronta con l’antagonista e impedisce all’antagonista di possedere l’obiettivo – qualunque sia – e l’oggetto di interesse d’amore. (Di solito ci sono due cose in gioco: una materiale e una, diciamo, sentimentale).
6. Secondo atto. L’antagonista sconfigge il protagonista e impedisce al protagonista di possedere sia l’obiettivo che l’oggetto d’amore.
7. Terzo atto. A un certo punto, l’antagonista possiede entrambi, obiettivo e oggetto d’amore. Ma nella scena climax il protagonista si scontra con lui, lo sconfigge, e conquista entrambi gli “oggetti”. Nota: climax viene dal greco. Si legge: clìmax, e non “claimax”, come qualche idiota dice. Sono gli stessi che pronunciano “igo” (si dice “ego”, è latino), “dèpliant” (è: depliàn, francese), Kusturica (si pronuncia Kustùriza, è serbo) e altre amenità. Sono odioso, lo so…
8. Introdurre il protagonista. Ognuno dei protagonisti è presentato in modo da creare immediatamente un legame empatico fra essi e il pubblico. In altre parole, se dobbiamo amare il protagonista, dobbiamo cominciare a farlo nei primi tre minuti. Se dobbiamo odiare il cattivo, dobbiamo farlo subito.
9. La scena finale. La storia si deve risolvere. I conflitti devono risolversi sia per i protagonisti che per il pubblico.
10. Dialogo. Il dialogo realistico è A SALTI. I discorsi solitamente non sono più lunghi di TRE RIGHE di seguito. I personaggi NON dicono sempre la verità, e certamente non TUTTA la verità. I personaggi non hanno bisogno di parlare di quello che già sanno, e di quello che viene visivamente mostrato nella scena. Il miglior dialogo è quello che va in senso contrario, in opposizione, all’azione in scena.
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I segreti dei film di successo. Gli elementi che li compongono
