<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2657528</id><updated>2011-04-21T15:00:32.299-07:00</updated><title type='text'>megahits</title><subtitle type='html'>I segreti dei film di successo. Gli elementi che li compongono</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://megahits.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2657528/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://megahits.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>giovanni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14225271171842731786</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2657528.post-2657589</id><published>2001-03-06T08:06:00.000-08:00</published><updated>2001-03-06T08:17:09.253-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Questi appunti sono tratti da &lt;b&gt;“Megahits Movies”. &lt;/b&gt;C’è un tipo - americano. ovviamente... - che ha studiato SOLO I FILM CHE HANNO REALIZZATO GRANDI INCASSI. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha guardato il box office degli ultimi anni, ha selezionato una dozzina di film che hanno superato i 350 miliardi di incasso, e li ha studiati, smontati, analizzati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se trovo quello che hanno di comune, ha pensato, ho trovato la formula magica per costruire il successo. Non so se ci è riuscito. Però ha notato molti degli elementi che compongono un film corretto. Non sarà la pozione magica dello sceneggiatore, però è un buon inizio.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. IL &lt;b&gt;PERICOLO&lt;/b&gt;. Il pericolo è una sofferenza o una perdita anticipata. Accade quando un personaggio è minacciato da qualcosa di brutto. Il pubblico automaticamente focalizza la sua attenzione su di lui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Oltre al pericolo, per la storia sono necessari gli &lt;b&gt;OSTACOLI&lt;/b&gt;. Superare gli ostacoli da parte del protagonista genera gioia e felicità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. L’eroe deve realizzare il suo obiettivo, ma mai nella maniera prevista e attesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Organizzazione della trama. Il &lt;b&gt;PRELUDIO &lt;/b&gt;introduce il protagonista, l’antagonista, l’obiettivo della storia. Genera empatia per il protagonista, antipatia per l’antagonista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5&lt;b&gt;. Primo atto&lt;/b&gt;. Il protagonista si confronta con l’antagonista e impedisce all’antagonista di possedere l’obiettivo – qualunque sia – e l’oggetto di interesse d’amore. (Di solito ci sono due cose in gioco: una materiale e una, diciamo, sentimentale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. &lt;b&gt;Secondo atto.&lt;/b&gt; L’antagonista sconfigge il protagonista e impedisce al protagonista di possedere sia l’obiettivo che l’oggetto d’amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. &lt;b&gt;Terzo atto. &lt;/b&gt;A un certo punto, l’antagonista possiede entrambi, obiettivo e oggetto d’amore. Ma nella scena climax il protagonista si scontra con lui, lo sconfigge, e conquista entrambi gli “oggetti”. Nota: climax viene dal greco. Si legge: clìmax, e non “claimax”, come qualche idiota dice. Sono gli stessi che pronunciano “igo” (si dice “ego”, è latino), “dèpliant” (è: depliàn, francese), Kusturica (si pronuncia Kustùriza, è serbo) e altre amenità. Sono odioso, lo so…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. &lt;b&gt;Introdurre il protagonista&lt;/b&gt;. Ognuno dei protagonisti è presentato in modo da creare immediatamente un legame empatico fra essi e il pubblico. In altre parole, se dobbiamo amare il protagonista, dobbiamo cominciare a farlo nei primi tre minuti. Se dobbiamo odiare il cattivo, dobbiamo farlo subito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. &lt;b&gt;La scena finale&lt;/b&gt;. La storia si deve risolvere. I conflitti devono risolversi sia per i protagonisti che per il pubblico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. &lt;b&gt;Dialogo. &lt;/b&gt;Il dialogo realistico è A SALTI. I discorsi solitamente non sono più lunghi di TRE RIGHE di seguito. I personaggi NON dicono sempre la verità, e certamente non TUTTA la verità. I personaggi non hanno bisogno di parlare di quello che già sanno, e di quello che viene visivamente mostrato nella scena. Il miglior dialogo è quello che va in senso contrario, in opposizione, all’azione in scena. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2657528-2657589?l=megahits.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2657528/posts/default/2657589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2657528/posts/default/2657589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://megahits.blogspot.com/2001_03_04_archive.html#2657589' title=''/><author><name>giovanni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14225271171842731786</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
